I medici rispondono

Tutte le risposte alle vostre domande nella sezione Articoli.

ALLATTAMENTO AL SENO ED ALCOL

Posted by on Lug 11, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

ALLATTAMENTO AL SENO ED ALCOL

Sto allattando il mio bambino. E’ vero che l’alcol bevuto dalla madre passa anche nel latte? Ci possono essere conseguenze per il bambino?

L’alcol viene assorbito rapidamente dal sistema digestivo e lo si ritrova sia nel sangue che nel latte materno con concentrazioni simili. Il bambino succhia quindi dal seno latte contenenti percentuali variabili di alcol. Dosi eccessive di alcol assunte dalla madre in gravidanza possono provocare malformazioni e ritardi nello sviluppo del feto. Lo stesso tipo di danno si verifica nel bambino allattato da una madre che continua a bere alcolici. L’organismo dei piccoli, infatti, non ha le stesse capacità di metabolizzare l’alcol degli adulti. Durante l’allattamento meglio sarebbe quindi non bere alcolici del tutto. In caso non si desideri rinunciare ad un bicchiere di vino, bisogna allora lasciar passare un tempo sufficientemente lungo tra l’assunzione di alcol e la poppata al seno, magari ricorrendo al tira-latte.

ALLATTAMENTO ED ALLERGIE

Posted by on Lug 11, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

ALLATTAMENTO AL SENO ED ALLERGIE

E’ vero che l’allattamento al seno può aiutare a prevenire le allergie nei bambini?

 

L’allattamento al seno è considerato un ottimo mezzo per prevenire alcune malattie tipiche dell’infanzia. Il latte materno contiene, infatti, anticorpi in grado di proteggere il bambino da alcune infezioni. Questi anticorpi svolgono la loro funzione prevalente nell’apparato intestinale del piccolo, proteggendolo dalle infezioni gastroenteriche. Si ipotizza che possano essere assorbiti attraverso la mucosa intestinale e si localizzino anche nei bronchi, aiutando nella difesa contro i virus che provocano malattie respiratorie. Nelle prime settimane di vita il bambino è molto sensibile anche ad alcune sostanze contenute negli alimenti. Queste sostanze sono in grado di attraversare l’intestino e provocare,  nei bambini predisposti,  fenomeni allergici.  Il latte materno aiuta a proteggere dalle allergie legate agli alimenti. Esso contiene, inoltre, enzimi che aiutano la digestione. Le mamme dei neonati con predisposizione alle allergie dovranno, in ogni modo, prestare attenzione a quello che mangiano, dato che alcune sostanze si ritrovano nel latte del seno. Da evitare, in particolare, il consumo di latte vaccino, crostacei ed uova.

AMMALARSI DURANTE LE VACANZE

Posted by on Giu 2, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

AMMALARSI DURANTE LE VACANZE

Tutti gli anni passiamo le vacanze in Italia. E’ vero che, come residenti in Svizzera ,in caso di malattia, possiamo essere curati gratuitamente?

 

Sì, è così. Chi risiede in Svizzera è obbligatoriamente affiliato ad una Cassa Malati. Se si ammala oppure ha un incidente durante un soggiorno in uno Stato appartenente all’Unione Europea (ad esempio mentre è in vacanza), ha diritto a ricevere le stesse prestazioni di cui hanno diritto i cittadini di quel Paese. L’unica condizione è procurarsi un formulario che attesti il diritto alle prestazioni. Questo formulario, che ha la sigla E111, viene rilasciato dalla propria Cassa Malati. Nella pratica mi risulta che, quando si fa ricorso alle cure di un ospedale (per esempio un Pronto Soccorso), non viene richiesto alcun pagamento. In alcuni casi non viene neppure richiesto il formulario. I medici che esercitano in proprio, invece, non sempre sono al corrente dell’esistenza di questa norma.

ALIMENTAZIONE E GRAVIDANZA: Cosa e quanto mangiare?

Posted by on Giu 2, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA:

Cosa e quanto mangiare?

Riguardo cosa e quanto mangiare durante la gravidanza circolano molte idee sbagliate e diversi pregiudizi. Uno dei più diffusi è la credenza popolare che una donna incinta debba “mangiare per due”. Il risultato è che spesso in gravidanza si prendono troppi chili. L’aumento del peso corporeo, durante l’attesa, deve essere invece attentamente sorvegliato in modo che sia graduale e soprattutto non eccessivo. In nessun caso dovrebbe superare, al termine dei nove mesi, i 10-12 chilogrammi.

Nel primo trimestre di gravidanza l’aumento di peso ideale dovrebbe essere al massimo di uno o due chilogrammi. Nel periodo successivo dovrebbe restare in un valore compreso tra i 350 ed i 400 grammi per settimana.

E’ sufficiente per questo aumentare l’apporto calorico di circa 200 calorie al giorno, pari a circa il 10% del fabbisogno energetico. Importante è anche assicurare una sufficiente assunzione di proteine (15%) di calcio e fosforo (50%) di acido folico e vitamina D, magari facendo ricorso ad un polivitaminico.

La dieta sarà quindi variata, e comprenderà latte, latticini, carne, pesce, uova, legumi, cereali, frutta, verdura ed olio di oliva. Per garantire un apporto ideale di ferro, di vitamine del gruppo B e di acidi grassi polinsaturi si preferiranno carni magre (ad esempio pollo e tacchino) ed anche due o tre uova per settimana.

Da ridurre infine l’uso del sale (preferire le spezie) nonché le bevande con molta caffeina (cola, tè e caffè).

In definitiva in gravidanza non bisogna “mangiare per due”. Nel primo trimestre di gravidanza l’ aumento del peso corporeo non dovrebbe superare i due chilogrammi. Nel periodo successivo dovrebbe essere compreso tra 350 e 450 grammi per settimana. E’ sufficiente aumentare l’ apporto di calorie del dieci per cento.Rosella, la dietista del nostro studio medico di Lugano, è a disposizione per un consiglio e per seguirvi durante la gravidanza.

 

COLPO DI CALORE

Posted by on Mag 30, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

COLPO DI CALORE

In aprile ho trascorso una simpatica vacanza al mare negli Emirati Arabi, dove la temperatura oscillava tra i 35 ed i 40 gradi. Ora vorremmo ripetere l’esperienza. Alla nostra età (74 e 76) una temperatura così alta potrebbe nuocere all’organismo ?

 

Adottando qualche precauzione è possibile sopportare le alte  temperature dei paesi tropicali. Non dimentichiamo che anche alle nostre latitudini  nei mesi estivi si raggiungono  i 30-35 gradi.

Il rischio più grande che si corre è quello della disidratazione, vale a dire la perdita eccessiva di liquidi con la sudorazione. Il nostro organismo, infatti, reagisce all’innalzamento della temperatura aumentando la dispersione del calore con il sudore. Il corpo per questo si asciuga e perde molta acqua e solo in misura minore sali minerali. Bevendo molti liquidi e proteggendosi dalle alte temperature si evitano  disturbi minori, come crampi muscolari, e guai maggiori, come collasso e colpo da calore. Contrariamente a quanto si crede assumere solo sali minerali, senza bere acqua, oltre ad essere inutile è anche dannoso.

Tra i fattori di rischio per il collasso ed il colpo di calore ci sono disturbi della circolazione e terapie con farmaci che provocano perdita di liquidi. Tra questi  ad esempio i diuretici. Anche altri farmaci, come quelli per il morbo di Parkinson, gli antistaminici, gli anticolinergici e le fenotiazine,  possono interferire con la sudorazione. Tra gli effetti dell’aloperidolo sul sistema nervoso centrale, vi è anche l’inibizione della sete, e può indirettamente limitare la sudorazione. Le amfetamine ed i vasodilatatori aumentano la produzione di calore metabolico. Chi prende queste medicine ne deve  parlare con il proprio medico. Attenzione agli sforzi eccessivi ed evitare di esporsi al sole, particolarmente nelle ore centrali della giornata.

 

INSONNIA Fumo, alcol, caffè

Posted by on Mag 30, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

INSONNIA: FUMO, ALCOL E CAFFE’

 Soffrendo di insonnia, mi dicono che la sera non dovrei bere caffè, eppure non riesco a dormire senza. E’ vero invece che il fumo ed un bicchiere di vino conciliano il sonno?

Il fumo influenza negativamente il sonno. La nicotina contenuta nel tabacco, infatti, essendo uno stimolante, provoca maggiori difficoltà nell’ addormentarsi. E’ vero che per alcune persone la sigaretta può avere  un effetto psicologico rilassante, ma le fasi di risveglio nella notte sono più frequenti nei fumatori. L’alcol diminuisce la fase di sonno profondo e ne aumenta le interruzioni, quindi agisce anch’esso negativamente. Gli effetti nocivi riguardano anche la respirazione, aggravando quindi l’insonnia. La caffeina, infine, che appartiene alla famiglia delle xantine, è un potente stimolante. Agisce pertanto come antagonista di alcuni recettori. La sensibilità è comunque molto individuale. C’è chi, dopo un caffè, non riesce proprio a prendere sonno. Altri appartengono invece a quella categoria di persone che riferiscono di dormire bene anche dopo aver preso una tazza di caffè la sera tardi.

HERPES GENITALE

Posted by on Mag 30, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

HERPES GENITALE E MALATTIE SESSUALI 

Da alcuni giorni mi sono comparse delle vesciche sui genitali. Mi vergogno molto ad andare dal medico perché ho paura di aver preso l’AIDS.

 
Da quello che descrive potrebbe trattarsi di una infezione da herpes genitale. Si tratta di un virus che si trasmette attraverso il contatto sessuale con una persona infetta. Dopo un periodo in cui si avverte una sensazione di bruciore, compaiono sui genitali delle vesciche dolorose che provocano prurito. Dopo alcuni giorni le vesciche si seccano e si ricoprono con una crosta, che poi cade senza lasciare tracce evidenti. La malattia tende tuttavia a ripresentarsi nel tempo. Trattandosi di una infezione molto facile a trasmettersi, bisogna assolutamente evitare contatti sessuali non protetti. Anche se ci si vergogna, bisogna informare il partner. E’ consigliabile anche sottoporsi ad un test per confermare la diagnosi ed in quell’occasione chiedere anche un esame per le malattie sessualmente trasmesse, come Chlamydia ed AIDS.

I medici specialisti di LuganoCare, l’urologo  dr. med. Giovanni Maria Colpi ed il ginecologo dr. med. Miodrag Mihailovic sono a disposizione per consigli.

ERNIA IATALE

Posted by on Mag 9, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

ERNIA  IATALE

Sono affetta da ernia iatale che mi causa notevoli disturbi, ed i medicamenti sono inefficaci. Ho letto che la soluzione è l’operazione. Ho 73 anni, non trovo nessuna documentazione in merito (il vocabolo non è nel dizionario) e sono molto scettica.

 

 

L’ernia iatale è dovuta alla risalita di una parte dello stomaco in alto, attraverso un orifizio naturale del diaframma che si chiama appunto iato esofageo. Il diaframma è come una cupola che separa la cavità toracica da quella addominale. L’ ernia diaframmatica quando i visceri addominali migrano, attraverso questo passaggio naturale, nel torace. La migrazione avviene sempre dal basso verso l’alto a causa della differente pressione esistente tra addome e torace.

Spesso si tratta di malformazioni congenite, presenti cioè fin dalla nascita, ma che si manifestano con disturbi solo nell’età avanzata. Nei casi più leggeri i disturbi si limitano a qualche difficoltà di digestione ed eruttazione di aria. Quando l’incontinenza è più marcata, si manifestano i sintomi della esofagite peptica. Si ha allora dolore nella zona bassa del torace, e questo dolore compare più facilmente quando si sta in posizione sdraiata o piegata in avanti (ad esempio quando ci si sdraia a letto o sul divano). Il fastidio può essere talora così forte da svegliare il paziente, specialmente se è abituato a coricarsi, subito dopo mangiato, per la siesta. Le eruttazioni di aria non si limitano al periodo immediatamente seguente al pasto, ma sono presenti nell’arco della giornata. Il tutto è accompagnato da rigurgito di cibo da poco ingerito o da succo gastrico, con conseguente sensazione di acidità in bocca. Il sovrappeso e l’obesità favoriscono l’aggravarsi dei disturbi, in quanto un eccesso di grasso comporta un aumento di pressione nell’addome.

Consiglio di evitare di sdraiarsi subito dopo mangiato e di mantenere durante il riposo a letto una posizione semiseduta. La terapia medica si basa su farmaci che diminuiscono la secrezione acida nello stomaco. Per una diagnosi precisa è necessaria una gastroscopia. A  LuganoCare la gastroscopia viene eseguita con una tecnica poco invasiva, attraverso una piccola sonda che viene fatta passare non attraverso la bocca ma attraverso il naso.

Sovrappeso obesità dimagrimento che fare?

Posted by on Mag 9, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

Se ne discute all’interno della rubrica “I medici rispondono” (TeleTicino).

Ospite il Dr. Med. Vincenzo Liguori, specialista FMH in Medicina Interna

Generale, direttore medico di “LuganoCare” studio medico polispecialistico

di Lugano.

TELEFONINI E DANNI PER LA SALUTE

Posted by on Mag 9, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

TELEFONINI E DANNI PER LA SALUTE

Da dieci anni sono portatore di pace maker ed uso spesso ed a lungo il telefonino per lavoro. Sono stato messo in guardia sugli impulsi di ricezione che provocano delle scariche all’apparecchio che porto inserito nel mio corpo e sui possibili danni delle onde del telefonino nell’uso prolungato. Corrisponde al vero?

 

 

 

I portatori di pace maker non dovrebbero tenere il telefonino nel taschino della giacca o della camicia nel lato sinistro, dove si trova il cuore. E anche consigliato in generale di non usare l’apparecchio tenendolo “incollato” all’orecchio. Con un uso prolungato le onde elettromagnetiche potrebbero risultare dannose ed interferire sugli impulsi del pace maker. In qualche caso potrebbe addirittura interferire con il segnale. Nessun pericolo, invece, se si usa l’auricolare o l’orecchio destro, meglio ancora se si fanno conversazione brevi.

Per il resto i costruttori sostengono che non sono documentati danni alla salute provocati dalle onde elettromagnetiche emesse e captate dai telefonini cellulari. Non mancano tuttavia segnalazioni di possibili danni.

Usando cellulari di 950 megahertz per di più di sei minuti, la temperatura del cervello aumenta di 1,5 gradi, con possibili danni all’orecchio interno ed al tessuto cerebrale.

Ricerche sui topi hanno dimostrato un raddoppio dei tumori delle cellule linfatiche, per esposizioni superiori alle due ore e mezzo il giorno. Un assorbimento di radiazioni, pari a tre volte quelle emesse dai telefonini (2450 megahertz), per una durata di due ore, causa nei topi un danno al DNA delle cellule cerebrali. Un ultimo test avrebbe dimostrato anche che le onde radio provocherebbero una perdita momentanea di memoria.

D’altra parte non mancano dati rassicuranti. Da una analisi di oltre 500 studi, non emerge nessun rischio documentato per la salute.

Attenti alla scelta dell’apparecchio al momento dell’acquisto. L’apparecchio non dovrebbe provocare un aumento di temperatura superiore ad un grado nell’orecchio.

In attesa di ulteriori studi, è sempre consigliabile non usare il telefonino per tempi prolungati. Meglio ancora dotarsi di un auricolare o un dispositivo a viva voce (per esempio in automobile) e non tenere a lungo l’apparecchio premuto contro l’orecchio. I maschi non dovrebbero tenerlo in tasca, vicino agli organi genitali.