I medici rispondono

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Nuovo Consigliere Federale Ignazio Cassis, dieci anni fa ci diceva….

Posted by on Ott 16, 2017 in News | 0 comments

Il direttore di LuganoCare, dr. med. Vincenzo Liguori, e tutto lo staff medico, si congratulano con il collega ed amico dr. med. Ignazio Cassis per la brillante elezione al Consiglio Federale.

Per l’ occasione, con il suo permesso, siamo andati a riprendere una intervista che aveva conceso al nostro direttore medico Dr. med. Liguori nel 2007, inn occasione della sua elezione in Consiglio Nazionale.

A dieci anni di distanza, come ci ha confidato il nuovo Consigliere Federale, le sue idee non sono cambiate. Un esempio di coerenza non comune in politica.

Intervista a Ignazio Cassis

  • Una domanda per iniziare. Cosa l’ha spinta a lasciare la funzione di Medico Cantonale, un posto ed uno stipendio sicuro, per buttarsi nell’agone politico, rischiando di non essere eletto e quindi di ritrovarsi a spasso?

Il gusto del rischio, la voglia di esplorare nuove vie e di mettermi ancora alla prova. Dopo oltre 10 anni di attività s’instaura – come in ogni posto di responsabilità – una certa routine e cala l’entusiasmo. Insomma, volevo ritrovare un po’ di adrenalina.

  • E mettersi in competizione proprio con il Presidente del suo partito?

E’ stato lo stimolo adeguato per portare l’adrenalina alle stelle!

  • Io la ricordo come Presidente dell’Associazione Ticinese dei Medici Assistenti, già allora aveva la politica nel sangue?

Direi che da me non è una malattia genetica: in famiglia non ho antecedenti politici. Devo essermi contagiato con il virus della politica in gioventù: fin dagli studi di medicina a Zurigo ho infatti avuto un interesse per la dimensione collettiva. Perciò ho fatto il Medico cantonale.

  • Ora che è a Berna cosa le manca della sua precedente attività?

Le collaboratrici e i collaboratori. Alle persone ci si affeziona, soprattutto se valide e brave. Un po’ mi manca anche l’identità, essere Medico cantonale, interpretare e vivere pienamente quella bella funzione. Dopo quasi 12 anni il titolo faceva ormai parte del mio nome e cognome. Ora inizio da zero: devo costruire una nuova identità sociale.

  • Basta risposte politiche. Ci dica una cosa che le piaceva ed una che non le piaceva di quando era medico Cantonale.

Mi piacevano le sfide, i grandi progetti (medicina scolastica, coordinamento della rete sanitaria, riorganizzazione dei servizi per tossicodipendenti, nuovo sistema di vigilanza sanitaria, ecc.). Mi piaceva analizzare i problemi e proporre soluzioni coraggiose.

Non mi piaceva dover lavorare senza strategie e obiettivi, e neppure i grandi esercizi di pseudo-riforma della pubblica amministrazione. Non mi piacevano i tagli lineari del personale, che i politici fanno per schivare l’ingrato lavoro di definire i compiti e le priorità dello Stato.

  • Ed ora che è stato eletto i lettori vorranno sapere subito la Sua ricetta per riformare il sistema sanitario svizzero.

Se conoscessi la ricetta per riformare in meglio il nostro sistema sanitario sarei già … Premio Nobel! In realtà il nostro sistema sanitario non funziona così male: ogni grande riforma è perciò destinata al fallimento!

  • Vede, alla gente interessano poco le diatribe tra politici, medici e Casse Malati. Quello che vogliono è che si fermi la spirale dell’aumento dei premi, divenuti insopportabili anche per la classe media, pur mantenendo l’alta qualità della medicina in Svizzera.

Beh, guardi, mi costringe ad affermare una verità scomoda, che nessuno vuol sentire: né medici, né pazienti, né politici. Se la gente vuole contenere la crescita dei costi della salute, con relativo risparmio sui premi di cassa malati e sulle imposte, c’è una sola ricetta: spendere meno! Ma ciò significa ricorrere meno alle prestazioni di medici, ospedali, cure a domicilio, fisioterapisti, laboratorio ecc. Oggi sappiamo che l’aumento dei costi della salute è dovuto per il 25% circa all’invecchiamento della popolazione e per il 75% circa all’innovazione. Nuove macchine, nuovi farmaci, nuovi esami (sempre più di prevenzione), nuove tecniche, nuove forme di medicina (incluse quelle complementari): tutto questo genera costi. Ma migliora sempre e davvero la nostra salute? Molti studi sembrano dimostrare il contrario. Però forse fa bene all’anima: la medicina ci regala sicurezza psicologica e confort. Siamo disposti a rinunciarvi?

  • Una domanda a bruciapelo. Quale sarà la sua prima proposta concreta per la sanità in Parlamento?

La prima proposta che ho fatto è un’iniziativa parlamentare per rafforzare il ruolo del medico di famiglia, perno trascurato della nostra sanità.

  • Facendo i debiti scongiuri, se Lei dovesse aver bisogno di andare in ospedale sceglierebbe il pubblico o il privato?

In Ticino non avrei alcuna difficoltà a scegliere entrambi, poiché sia il settore pubblico che il settore privato convenzionato offrono una medicina di ottima qualità.

  • Cosa pensa dell’idea di ampliare le competenze del medico di famiglia che diventerebbe così per il paziente il “gestore” della salute e della malattia ed un filtro che limiti il crescente ricorso allo specialista?

Credo sia il futuro. Se vogliamo controllare i costi mantenendo un’elevata qualità, dobbiamo delegare al medico di famiglia i compito di triage, steward di bordo e guardia sull’uso razionale delle risorse finanziarie. In questo modo possiamo accrescere molto e senza gravi effetti collaterali negativi l’efficienza del sistema. Tutto questo è chiamato “managed care”.

  • Si parla per il futuro di carenza di medici. Ma non si è sempre detto che in Svizzera ci sono troppi medici?

Oggi non c’è carenza di medici in Svizzera, al contrario! Mancano invece medici nelle regioni periferiche e di montagna. Ciò soprattutto perché la nuova generazione di medici non è più disposta ad essere in servizio giorno e notte, tutta la settimana. Tanto più che le esigenze della popolazione in quanto a immediatezza dell’intervento, a reperibilità del medico e a professionalità sono … aumentate, mentre i redditi dei medici di famiglia in quelle regioni sono diminuiti.

  • Ci può rivelare il suo futuro professionale? Nessuno crede che lei farà solo politica.

Effettivamente (ride) … sono candidato al Comitato centrale della Federazione dei medici svizzeri FMH: sarebbe da giugno un attività professionale a tempo parziale. Se sarò eletto tenterò di costruire un miglior rapporto, a livello svizzero, tra medici e politica. Una nuova sfida!

  • Ci parli ora di Cassis “uomo”: nel suo curriculum si legge che ha per hobby la musica e la tecnologia…

Si, da ragazzo volevo diventare ingegnere elettrotecnico e fare il tecnico del suono. Ho suonato per anni la tromba (alla scuola reclute ero trombettiere), poi da studente la chitarra folk (utilissima per le feste!) E m’appassionava la tecnologia attorno alla musica …, computer compresi.

Per concludere 5 domande a bruciapelo:

  1. La miglior medicina per il futuro? L’ottimismo.
  2. Il momento più bello della sua vita? Oggi.
  3. Il mistero più grande? Le donne.
  4. L’emozione più forte? L’amore.
  5. Se tornasse indietro cosa cambierebbe? Nulla, rifarei tutto ! (… o quasi)

 

Vincenzo Liguori.

Dr. Vincenzo Liguori – Il medico in Bregaglia

Posted by on Set 13, 2017 in Pediatria | 0 comments

Scrivono di noi

“Ricordo Bondo per il colore grigio della montagna”,

3 Settembre 2017

BAMBINI E PRESSIONE ARTERIOSA

Posted by on Lug 25, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

BAMBINI E PRESSIONE ARTERIOSA

E’utile misurare la pressione nei bambini? Possono soffrire di pressione alta? E quali sono i valori normali della pressione arteriosa nei bambini?

 

Certo, anche i bambini possono avere la pressione alta. Nei paesi occidentali, infatti, l’ipertensione nei piccoli raggiunge percentuali variabili tra il due ed il cinque per cento della popolazione.

Le cause sono da attribuire a malattie dei reni, squilibri ormonali oppure a problemi dell’aorta. Molto rara invece l’ipertensione essenziale, cioè l’aumento della pressione che non trova spiegazione in una malattia sistemica, che è prevalente negli individui adulti.

Riguardo i valori di riferimento non esiste una norma uguale per tutti, ma occorre tener conto dell’età e dello sviluppo.

Un ragazzo che cresce può essere più o meno precoce, per cui va calcolato il suo tasso di sviluppo in per cento considerando l’altezza raggiunta.

A titolo di esempio a dieci anni il valore normale della pressione è mediamente pari a 123/82. Se invece il ragazzo è meno sviluppato in altezza, rientra in una categoria di età più bassa e quindi anche i valori di riferimento della pressione saranno più bassi e pari ad una media di 117/79.

E’ senz’altro utile, quindi, misurare la pressione arteriosa nei bambini con l’accortezza di usare apparecchi con bracciali più piccoli, adatti al minore diametro del braccio.

 

 

ALCOL IPERTENSIONE E VINO ROSSO

Posted by on Lug 25, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

ALCOL IPERTENSIONE E VINO ROSSO

L’alcol alza o abbassa la pressione? Un conoscente dice che l’abbassa perché dilata le vene.

E’ convinzione comune che l’alcol abbassi la pressione arteriosa, perché ha l’effetto di dilatare i vasi dove scorre il sangue.

In quest’affermazione di vero c’è solo che le bevande alcoliche provocano un certo effetto di dilatazione a livello dei vasi periferici, quelli cioè che portano sangue alla pelle. Lo dimostra il colore rosso vivo che assumono le gote dopo una buona bevuta. Questo effetto è più pronunciato tra gli individui di razza orientale, mentre i caucasici (cioè noi europei) hanno sviluppato una migliore tolleranza, forse per motivi genetici.

In generale, invece, l’alcol in alte dosi provoca un aumento della pressione sistolica (massima) e della frequenza cardiaca (i battiti del cuore).

In conclusione piccole quantità di vino rosso possono perfino far bene, dato il potere antiossidante e la proprietà di far aumentare il colesterolo “buono”. Un consumo elevato fa aumentare il rischio di ipertensione e predispone alle malattie cardiovascolari.

Il consiglio di LuganoCare: mezzo bicchiere di vino rosso ai pasti.

 

PUNTURE DI ZECCA

Posted by on Lug 20, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

PUNTURE DI ZECCA

E’ vero che le punture di zecche sono pericolose? Se si viene punti bisogna toglierle oppure lasciarle morire da sole?E’ vero che si possono affogare con una goccia di olio?

Le zecche sono animaletti piccolissimi (tra 0,5 e 4 millimetri) che si nutrono di sangue.

La loro puntura può trasmettere, attraverso la saliva, malattie gravi come la meningoencefalite primaverile ed estiva e la borreliosi.

Nel nostro paese le zecche vivono prevalentemente nei boschi e nei luoghi umidi fino ad un’altitudine di 1500 metri. In alcune regioni, come il Jura e la Svizzera interna, sono particolarmente diffuse ed aggressive.

Le zecche aspettano le loro vittime nascoste nel sottobosco e lungo i sentieri, ad un’altezza di circa un metro dal suolo.

Nel caso si venga punti bisogna cercare di rimuoverla subito afferrandola delicatamente con una pinzetta, il più vicino possibile alla pelle.  Il luogo della puntura va poi disinfettato.  Se nei giorni seguenti si manifestano sintomi tipo influenza, con febbre e dolori articolari, magari accompagnati da rossore sul punto di iniezione, bisogna consultare immediatamente un medico. Per la meningoencefalite esiste un vaccino che dà una buona protezione

ASPIRINA ACIDO ACETILSALICILICO E CUORE

Posted by on Lug 20, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

ASPIRINA ACIDO ACETILSALICILICO E CUORE

Ho sempre conosciuto l’aspirina come rimedio per il mal di testa. Come mai si usa oggi così spesso per le malattie del cuore?

Precisiamo subito che Aspirina è un nome di marca, dato dalla ditta farmaceutica Bayer, che ne detiene la proprietà. E’ diventato tuttavia così famoso che lo si utilizza come sinonimo.

La sostanza che lo compone è l’acido acetilsalicilico, il cui utilizzo nella prevenzione delle malattie del cuore risale alla metà del secolo scorso. A quell’epoca il dottor Craven, medico pratico americano di Boston, aveva notato che, tra i suoi pazienti che prendevano regolarmente basse dosi di acido acetilsalicilico, l’infarto cardiaco era meno frequente.

Nel 1988 uno studio su larga scala (ISIS 2) dette la dimostrazione scientifica che l’intuizione del dottor Craver era fondata. Nei pazienti che prendono basse dosi di acido acetilsalicilico, (secondo gli studi bastano 100 milligrammi, cioè un quinto della quantità contenuta normalmente in una compressa per il mal di testa), la mortalità dopo un infarto si riduce di circa un quarto. L’effetto benefico dell’acido acetilsalicilico è legato alla sua azione sulle piastrine, che sono componenti del sangue, che mostrano una minore tendenza a mettersi insieme. Il risultato è che diminuisce il rischio di formazione di trombi che chiudono le arterie.

BIRRA, SPORT E BEVANDE

Posted by on Lug 20, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

BIRRA,  SPORT E BEVANDE

Mio marito ed altri amici praticano molto la bicicletta. Poi, dopo la sudata e lo sforzo, bevono birra con la scusa che aiuta per l’acido lattico, cosa a cui credo poco. Qual’è la bevanda ideale dopo uno sforzo fisico.   
Effettivamente la birra è molto popolare tra gli sportivi. I sospetti che si tratti di una “scusa” sono giustificati. L’unico vantaggio, infatti, che può rappresentare bere birra è il contenuto in maltodestrine che sono zuccheri utili per compensare il consumo di calorie. Importante invece è restituire all’organismo l’acqua persa con la sudorazione. In caso di temperature elevate nell’ambiente, con alto tasso di umidità, la perdita di acqua può arrivare fino a tre litri per ora. Non è solo il sudore a causare dispersione di liquidi dall’organismo; anche l’aumento degli atti inspiratori ed espiratori, provoca una grossa perdita di acqua con diminuzione del volume di sangue circolante (ipovolemia) e calo della pressione, che disturba il metabolismo muscolare. La sudorazione abbondante comporta anche perdita di sali minerali, in particolare sodio.Una buona idratazione va fatta quindi prima di praticare sport, iniziando a bere senza attendere lo stimolo della sete. Da preferire sono bevande ipotoniche, in piccole quantità (non più di 2 decilitri per volta). Le bevande isotoniche sono controindicate in quanto, oltre che assorbite più lentamente, rischiano di aumentare troppo l’osmolarità del sangue richiamando ulteriore liquido extracellulare all’interno dei vasi. E’ invece proprio l’equilibrio osmotico del liquido contenuto nello spazio tra le cellule che deve essere preservato. Il sudore contiene solo una piccola percentuale di sali minerali. In caso di abbondante sudorazione, abbiamo bisogno soprattutto di acqua. Per ottenere una giusta concentrazione delle bevande, se si vuole far uso di integratori a base di zuccheri e sali minerali, bisogna diluire le bevande del commercio con una quantità di acqua doppia rispetto a quella indicata dal fabbricante.

ANEMIA E MANCANZA DI FERRO

Posted by on Lug 20, 2017 in Il medico risponde | 0 comments

ANEMIA E MANCANZA DI FERRO

Mi sentivo molto affaticata e per questo ho fatto un controllo del sangue. Con sorpresa sono risultata anemica e con poco ferro. Non so spiegarmi la ragione, dato che sono stata sempre bene.

Tutti le altre indagini ed esami sono risultati normali. Da dove viene la mia anemia?

 

Con il termine di anemia si definisce una diminuzione del livello di emoglobina, dell’ematocrito e/o del numero di globuli rossi .

In una donna giovane ed in età fertile, quando non si trovano altre spiegazioni, molto probabilmente l’anemia è dovuta a perdite di sangue abbondanti con il flusso mestruale.

Oltre al controllo dell’ emoglobina, con una analisi di laboratorio si misura il livello di ferritina per stabilire se l’anemia è dovuta ad una mancanza di ferro. La ferritina nel siero, infatti, è un indice importante delle riserve di ferro dell’organismo. In caso di anemia “ferri-priva” le scorte risultano molto diminuite. In questi casi occorre reintegrare le scorte di ferro attraverso una alimentazione adeguata, per via orale o con infusioni endovena.

Se le perdite mestruali sono normali, occorre ricercare una perdita di sangue dal sistema digestivo. L’esame più semplice è la ricerca di tracce di sangue nelle feci, cui seguirà un esame endoscopico delle vie digestive alte (esofago e stomaco) e dell’intestino (colon), attraverso una gastroscopia ed una colonscopia.

A LuganoCare è possibile effettuare tutte le ricerche per stabilire l’ origine di una anemia, dagli esami di laboratorio, alla ricerca di sangue occulto, fino alla gastroscopia e colonscopia che può essere effettuata con una tecnica moderna che fa ricorso ad un robot.

In caso di carenza grave a LuganoCare è anche possibile ricevere il ferro per via endovenosa attraverso micro-infusioni.

Attenzione ai vegetariani che possono soffrire di mancanza di ferro, dato che sono i prodotti di origine animale quelli più ricchi di questo elemento.

In caso di gravidanza, infine, aumenta la necessità di apporto di ferro quindi si può accentuare una carenza occulta.

ALLATTAMENTO AL SENO ED ALCOL

Posted by on Lug 11, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

ALLATTAMENTO AL SENO ED ALCOL

Sto allattando il mio bambino. E’ vero che l’alcol bevuto dalla madre passa anche nel latte? Ci possono essere conseguenze per il bambino?

L’alcol viene assorbito rapidamente dal sistema digestivo e lo si ritrova sia nel sangue che nel latte materno con concentrazioni simili. Il bambino succhia quindi dal seno latte contenenti percentuali variabili di alcol. Dosi eccessive di alcol assunte dalla madre in gravidanza possono provocare malformazioni e ritardi nello sviluppo del feto. Lo stesso tipo di danno si verifica nel bambino allattato da una madre che continua a bere alcolici. L’organismo dei piccoli, infatti, non ha le stesse capacità di metabolizzare l’alcol degli adulti. Durante l’allattamento meglio sarebbe quindi non bere alcolici del tutto. In caso non si desideri rinunciare ad un bicchiere di vino, bisogna allora lasciar passare un tempo sufficientemente lungo tra l’assunzione di alcol e la poppata al seno, magari ricorrendo al tira-latte.

ALLATTAMENTO ED ALLERGIE

Posted by on Lug 11, 2017 in Il medico risponde, Pediatria | 0 comments

ALLATTAMENTO AL SENO ED ALLERGIE

E’ vero che l’allattamento al seno può aiutare a prevenire le allergie nei bambini?

 

L’allattamento al seno è considerato un ottimo mezzo per prevenire alcune malattie tipiche dell’infanzia. Il latte materno contiene, infatti, anticorpi in grado di proteggere il bambino da alcune infezioni. Questi anticorpi svolgono la loro funzione prevalente nell’apparato intestinale del piccolo, proteggendolo dalle infezioni gastroenteriche. Si ipotizza che possano essere assorbiti attraverso la mucosa intestinale e si localizzino anche nei bronchi, aiutando nella difesa contro i virus che provocano malattie respiratorie. Nelle prime settimane di vita il bambino è molto sensibile anche ad alcune sostanze contenute negli alimenti. Queste sostanze sono in grado di attraversare l’intestino e provocare,  nei bambini predisposti,  fenomeni allergici.  Il latte materno aiuta a proteggere dalle allergie legate agli alimenti. Esso contiene, inoltre, enzimi che aiutano la digestione. Le mamme dei neonati con predisposizione alle allergie dovranno, in ogni modo, prestare attenzione a quello che mangiano, dato che alcune sostanze si ritrovano nel latte del seno. Da evitare, in particolare, il consumo di latte vaccino, crostacei ed uova.