I medici rispondono

Tutte le risposte alle vostre domande nella sezione Articoli.

IL CAFFÈ FA MALE AL CUORE?

Posted by on Ago 13, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

IL CAFFÈ FA MALE AL CUORE?

Una volta si diceva che il caffè fa male al cuore, ora si pensa che non è dannoso. Ma chi soffre di cuore quanto ne può bere? E quando si può parlare di abuso di caffè?

Tre tazzine di espresso al giorno sicuramente non solo non fanno male, ma possono addirittura far bene.

Si parla di abuso quando si assumono circa 600 milligrammi di caffeina al giorno, pari a sei-otto tazzine al giorno.

Per il resto il caffè è un buon stimolante dei centri cerebrali, migliora l’apprendimento e la memoria, favorisce la digestione, combatte come tutti sanno il sonno, attenua la sensazione di fame. La buona notizia è che l’espresso all’italiana, cioè il “ristretto”, fatto per intenderci a casa con le macchinette o, meglio ancora, con la Moka,  non solo non fa male al cuore, ma per le sue proprietà antiossidanti può essere addirittura benefico per il sistema cardiovascolare.

IL CUORE DELLE DONNE

Posted by on Ago 13, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

IL CUORE DELLE DONNE

 E’ vero che l’infarto nella donna è più grave che nel maschio?

Effettivamente nella donna si registra una mortalità per infarto più elevata. I ricercatori lo attribuiscono a diverse ragioni.

La prima è che l’infarto nella donna si manifesta in età più avanzata, quindi con un cuore meno capace di recuperare.

Solitamente poi sono spesso presenti malattie associate (diabete, obesità, pressione alta).

Sembra, infine, che le cure prestate al gentil sesso siano meno efficaci, un po’ perché si tende a sottovalutare la sintomatologia intervenendo troppo tardi, ed un po’ perché le coronarie femminili, essendo più sottili, si prestano meno ad interventi di dilatazione (palloncino o stent) e di bypass.

Per fortuna anche in questo campo le cose stanno cambiando e le differenze tra i sessi si stanno rapidamente annullando.

Inutile ricordare che la prevenzione rimane l’ arma più efficace.

In caso di dubbio a LuganoCare il nostro cardiologo è disponibile per un Elettrocardiogramma sotto sforzo e per una ecocardiografia.

 

ESTATE ,  OZONO,  INQUINAMENTO E MALATTIE RESPIRATORIE

Posted by on Ago 13, 2018 in Pediatria | 0 comments

ESTATE ,  OZONO,  INQUINAMENTO E MALATTIE RESPIRATORIE

Questa estate  i tassi di inquinamento atmosferico  hanno  spesso superato i limiti consentiti dalla legge. Anni fa fu fatto in Ticino uno studio sulla relazione tra inquinamento atmosferico e malattie polmonari nei bambini.

Nel 1986 uno studio, che ha coinvolto 1220 bambini abitanti in città ed in campagna, ha dimostrato un aumento dei sintomi a carico delle vie respiratorie quando i piccoli erano esposti ad alte concentrazioni di biossido di azoto, sostanza inquinante prodotta principalmente dai gas di scarico delle auto.

A Stabio nel 1988 più della metà dei bambini che abitavano nei pressi della strada cantonale che porta al Gaggiolo (dove a causa del traffico l’inquinamento è maggiore), presentavano una alta reattività dei bronchi.

Si era anche constatato un aumento dei casi di allergie ed asma bronchiale ed una diversa risposta dei bambini abitanti in zone ad alta concentrazione di traffico, rispetto a quelli che vivevano lontano dalle vie di comunicazione.

Nel frattempo altre ricerche hanno confermato una correlazione tra inquinamento atmosferico e aumento delle malattie respiratorie. L’ultima riguarda circa 4500 bambini in età scolare di diverse regioni della Svizzera, tra cui anche Lugano, tenuti sotto osservazione per frequenza di malattie respiratorie, asma ed allergie.

Lo studio ha dimostrato che i bambini che vivono in zone ad alto grado di inquinamento atmosferico (biossidi di azoto, anidride solforosa e polveri in sospensione), soffrono maggiormente di irritazione e malattie delle vie respiratorie. Insomma tanto maggiore è l’inquinamento, tanto più i bambini presentano bronchite, tosse secca, irritazione degli occhi, asma e reazioni allergiche.

Le osservazioni continuano ma ormai le conclusioni dovrebbe essere chiare per tutti.

Le malattie respiratorie, l’asma e le allergie sono in aumento e la responsabilità è anche del crescente inquinamento atmosferico.

 

DAL GINECOLOGO DOPO I SESSENT’ANNI?

Posted by on Ago 10, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

DAL GINECOLOGO DOPO I SESSANT’ANNI?

Avendo raggiunto i 70 anni mi sento “vecchia. Dato che mi vergogno, vale ancora la pena fare controlli regolari dal ginecologo? 

La risposta è si! Circa la metà dei decessi per tumori del collo dell’utero, infatti, avviene dopo i 65 anni.

Il “Pap test” (abbreviazione di Papanicolau dal nome di chi lo ha introdotto per primo), che viene effettuato normalmente dal ginecologo in occasione della visita, ma anche da alcuni medici di famiglia, permette di scoprire precocemente la presenza di cellule maligne.

Per i tumori del seno la massima incidenza si situa tra i 50 ed i 60 anni. Tuttavia anche in età più avanzata il tumore della mammella continua a colpire.

L’esame manuale del seno, nella donna anziana, permette di scoprire più facilmente la presenza di un nodulo, dato che la ghiandola mammaria diviene atrofica.

Un nodulo di apparizione recente può essere un cancro, che reagisce molto bene alla terapia ormonale.

Se esiste un sospetto di tumore il ginecologo effettuerà una ecografia del seno e prescriverà una mammografia.

L’utilità della mammografia nella donna molto anziana è oggi oggetto di discussione, dato che solo una piccolissima percentuale di noduli non viene individuata con l’esame ecografico.

A LuganoCare è possibile effettuare sia il Pap test che l’ esame ecografico della mammella.

I nostri ginecologi Dr. med. Miodrag Mihailovic e Dr.sa med. Elisabetta Colpi sono a disposizione per un consiglio.

ANESTETICO E DENTISTA

Posted by on Lug 26, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

ANESTETICO E DENTISTA

Ogni volta che vado dal dentista sto male per diversi giorni a causa della puntura contro il dolore. Si possono fare dei test? Esistono medicamenti più blandi?

Non penso che i disturbi che riferisce siano tutti da ascrivere all’anestetico che utilizza il dentista.

Palpitazioni cardiache, mancanza di fiato, sensazione di soffocare e “la gola che stringe” per parecchi giorni dopo la puntura hanno poco a che fare con l’anestetico che usa il dentista.

E’ vero che esistono persone allergiche all’anestetico, ma tali reazioni si sviluppano immediatamente dopo la somministrazione della sostanza  e sono di una certa gravità.

L’anestetico usato dal dentista, per sua natura, ha una durata limitata ed una volta terminato l’effetto dovrebbero anche svanire le eventuali reazioni collaterali. Anche la quantità iniettata è minima ed il dentista, che è anche uno specialista, conosce bene gli effetti dei farmaci che utilizza. Test ulteriori quindi sono inutili.

Ci sono persone che dal dentista preferiscono soffrire pur di non lasciarsi iniettare un anestetico.

Non esistono d’altra parte farmaci più blandi, se non una massiccia capacità di sopportazione e di pazienza, magari accompagnate da qualche esercizio di rilassamento.

MELATONINA, INSONNIA  E JETLAG

Posted by on Lug 26, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

MELATONINA INSONNIA  E JETLAG

Per motivi di lavoro viaggio spesso negli USA ed in Asia. A causa del cambiamento del fuso orario ho molta difficoltà nel prendere sonno. In America usano tutti la melatonina. Funziona? Come agisce?

Il cambiamento di fuso orario causa diversi disturbi che hanno preso il nome di jetlag. Il più fastidioso riguarda il sonno.

Il nostro organismo, infatti, segue dei ritmi precisi per il sonno e la veglia, che sono legati alla luce ed all’oscurità secondo l’alternarsi della notte con il giorno. Recandosi in un altro continente riesce difficile addormentarsi quando, secondo il nostro orologio interno, è pieno giorno, oppure rimanere svegli se nel Paese dove abitualmente viviamo è piena notte.

La melatonina è un ormone, secreto dall’epifisi, che viene rilasciato secondo ritmi circadiani nelle ore notturne. In caso di insonnia da jetlag viene usata per ristabilire un ritmo sonno-veglia normale. In questi casi particolari funziona molto bene.

Ne sconsigliamo invece l’uso abituale per la sua azione antigonadotropa e perché non si conoscono gli effetti di un’assunzione prolungata nel tempo.

La melatonina è disponibile anche in farmacia in compresse da 2 milligrammi.

CARNE ROSSA, GOTTA E ACIDO URICO

Posted by on Lug 26, 2018 in Pediatria | 0 comments

CARNE ROSSA, GOTTA E ACIDO URICO

Nel mio sangue hanno trovato che ho tanto acido urico, che nel passato mi ha causato crisi di gotta. Ora l’hanno trovato anche nelle urine. Come mai succede questo? Cosa posso fare?

L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle purine, sostanze presenti nel corpo a vario titolo. L’organismo ne produce ogni giorno circa 750 milligrammi, ed una quantità compresa tra 850 e 1500 milligrammi è presente sotto forma di deposito.

Quando nel plasma sono presenti quantità superiori ai 6-8 milligrammi per centimetro cubico, l’eccesso deve essere filtrato rapidamente dai reni. Se ciò non avviene si formano dei microcristalli di acido urico che precipitano nello spessore (connettivo) dei tessuti, provocando accumuli nelle articolazioni.

La forma acuta è rappresentata dalla gotta, caratterizzata da intenso dolore nelle articolazioni (classica quella dell’alluce) che appaiono gonfie, arrossate e calde. Nella forma cronica (artrite gottosa) la precipitazione dei cristalli di acido urico può avvenire anche nel rene, determinando calcoli o alterazione del tessuto renale.

Per scioglierli occorre che la concentrazione di acido urico nel plasma torni a livelli bassi, sui 2-3 milligrammi per centimetro cubico. Per questo bisogna utilizzare farmaci specifici ed una dieta povera di purine.

Nel sangue e nelle urine l’acido urico aumenta, oltre che in caso di gotta, nell’insufficienza renale, acidosi chetonica (diabete), dieta scompensata con alto contenuto di nucleoproteine, leucemia, linfomi. Diminuisce con somministrazione di farmaci uricosurici.

I valori normali nel sangue (uricemia) sono compresi tra 2,5 e 7 milligrammi per centimetro cubico. Nelle urine (uricosuria) tra 2,4 e 6 millimoli nelle 24 ore. A chi soffre di iperuricemia o di gotta, si raccomanda di bere molto (fino a tre litri di acqua al giorno) e di limitare il consumo di carni rosse, insaccati e frattaglie.

ANORESSIA E BULIMIA

Posted by on Lug 26, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

ANORESSIA E BULIMIA

 Mia figlia dopo mangiato vomita di nascosto. Si tratta di anoressia o bulimia?

 L’anoressia e la bulimia rientrano nei disturbi del comportamento alimentare. In prevalenza colpisce giovani ragazze.

Il confine tra le varie forme è spesso sottile, ma alla base c’è sempre una percezione ed un’immagine sbagliata del proprio corpo. Le anoressiche, pur essendo terribilmente magre e sotto peso, si vedono sempre ed ancora grasse. Per questo motivo sono angosciate dalla bilancia ed evitano di mangiare, rinunciando anche a feste e cene con amici.

Le bulimiche, al contrario, possono essere magre, grasse o anche avere un peso normale. Semplicemente soffrono di autentiche crisi, durante le quali mangiano grandi quantità di cibo, cui segue il vomito provocato, l’uso di diuretici o l’abuso di lassativi. Anche chi soffre di bulimia ha come ideale un corpo magro. Esistono forme miste o situazioni in cui un’anoressica si trasforma in bulimica o viceversa.

Questi tipi di disturbi alimentari vanno presi molto seriamente ed affrontati, con approccio multidisciplinare, attraverso la collaborazione tra medico, psichiatra e dietista.

COLON IRRITABILE

Posted by on Lug 5, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

COLON IRRITABILE

Spesso ho la pancia gonfia, piena d’aria e di rumori e non vado bene di corpo. Ultimamente soffro anche di dolori fortissimi.

Nei paesi occidentali una persona su cinque soffre di disturbi che si manifestano con dolori addominali, sensazione di intestino pieno d’aria, stitichezza, talvolta intercalata a diarrea.

A questo si associano in alcuni casi difficoltà di digestione e bruciori di stomaco, oltre a mal di testa, dolori muscolari (spesso lombari), e depressione.

Quando gli esami medici escludono altre malattie, si parla allora di sindrome del colon irritabile, dove la parola sindrome sta a significare la molteplicità e variabilità delle manifestazioni. Le donne ne soffrono più dei maschi, mentre non c’è un’età più colpita. Tra le ipotesi causali un’alterazione della motilità intestinale legata a stress emozionali, a precedenti infezioni intestinali o ad intolleranze alimentari. La cura si basa su di un’alimentazione ricca di fibre e povera di sostanze irritanti per l’intestino, accompagnata da una sana attività fisica e dalla rimozione dei fattori di stress.

L’uso di farmaci ha dato risultati abbastanza deludenti, anche se un nuovo medicamento sembra offrire qualche prospettiva in più.

In alcuni casi i sintomi potrebbero essere dovuti ad una delle tante malattie infiammatorie dell’ intestino. In altri, quando si alterna stipsi con diarrea, potrebbe trattarsi anche di una manifestazione di un tumore dell’ intestino.

E’ quindi indicato effettuare una colonscopia. A LuganoCare è possibile effettuare questo esame, anche attraverso una tecnica moderna come la colonscopia robotica. Nei casi di stipsi ostinata a LuganoCare è anche possibile praticare il lavaggio dell’ intestino attraverso una apparecchiatura di idrocolonterapia.

DONNE E CISTITI

Posted by on Lug 5, 2018 in Il medico risponde | 0 comments

DONNE E CISTITI

Ogni anno al mare prendo la cistite. Che  fare per prevenirla? Perché noi donne siamo così soggette a cistiti?

Le infezioni urinarie (cistiti) sono quattro volte più frequenti nelle donne rispetto ai maschi. In effetti l’uretra, il canale urinario che collega l’esterno alla vescica, nella donna è più corto. I batteri, quindi,  penetrano più facilmente. D’estate il bikini bagnato ed il contatto con acque non sempre pulite, favorisce lo svilupparsi delle infezioni. Anche l’attività sessuale costituisce una porta di ingresso per i germi (cistite “da luna di  miele). Può essere quindi utile, dopo un rapporto sessuale, svuotare subito la vescica e fare una doccia. La migliore prevenzione è l’igiene accurata della regione genitale. Le infezioni complicate sono dovute, invece, a diminuzione delle difese immunitarie o a problemi anatomici, ad esempio dopo un parto difficile. In caso di dubbio meglio effettuare subito un esame delle urine ed eventualmente anche una visita ginecologica per escludere cause organiche. A LuganoCare è possibile effettuare questi esami in tempo reale, eventualmente anche un consulto ginecologico.