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Nuovo Consigliere Federale Ignazio Cassis, dieci anni fa ci diceva….

Il direttore di LuganoCare, dr. med. Vincenzo Liguori, e tutto lo staff medico, si congratulano con il collega ed amico dr. med. Ignazio Cassis per la brillante elezione al Consiglio Federale.

Per l’ occasione, con il suo permesso, siamo andati a riprendere una intervista che aveva conceso al nostro direttore medico Dr. med. Liguori nel 2007, inn occasione della sua elezione in Consiglio Nazionale.

A dieci anni di distanza, come ci ha confidato il nuovo Consigliere Federale, le sue idee non sono cambiate. Un esempio di coerenza non comune in politica.

Intervista a Ignazio Cassis

  • Una domanda per iniziare. Cosa l’ha spinta a lasciare la funzione di Medico Cantonale, un posto ed uno stipendio sicuro, per buttarsi nell’agone politico, rischiando di non essere eletto e quindi di ritrovarsi a spasso?

Il gusto del rischio, la voglia di esplorare nuove vie e di mettermi ancora alla prova. Dopo oltre 10 anni di attività s’instaura – come in ogni posto di responsabilità – una certa routine e cala l’entusiasmo. Insomma, volevo ritrovare un po’ di adrenalina.

  • E mettersi in competizione proprio con il Presidente del suo partito?

E’ stato lo stimolo adeguato per portare l’adrenalina alle stelle!

  • Io la ricordo come Presidente dell’Associazione Ticinese dei Medici Assistenti, già allora aveva la politica nel sangue?

Direi che da me non è una malattia genetica: in famiglia non ho antecedenti politici. Devo essermi contagiato con il virus della politica in gioventù: fin dagli studi di medicina a Zurigo ho infatti avuto un interesse per la dimensione collettiva. Perciò ho fatto il Medico cantonale.

  • Ora che è a Berna cosa le manca della sua precedente attività?

Le collaboratrici e i collaboratori. Alle persone ci si affeziona, soprattutto se valide e brave. Un po’ mi manca anche l’identità, essere Medico cantonale, interpretare e vivere pienamente quella bella funzione. Dopo quasi 12 anni il titolo faceva ormai parte del mio nome e cognome. Ora inizio da zero: devo costruire una nuova identità sociale.

  • Basta risposte politiche. Ci dica una cosa che le piaceva ed una che non le piaceva di quando era medico Cantonale.

Mi piacevano le sfide, i grandi progetti (medicina scolastica, coordinamento della rete sanitaria, riorganizzazione dei servizi per tossicodipendenti, nuovo sistema di vigilanza sanitaria, ecc.). Mi piaceva analizzare i problemi e proporre soluzioni coraggiose.

Non mi piaceva dover lavorare senza strategie e obiettivi, e neppure i grandi esercizi di pseudo-riforma della pubblica amministrazione. Non mi piacevano i tagli lineari del personale, che i politici fanno per schivare l’ingrato lavoro di definire i compiti e le priorità dello Stato.

  • Ed ora che è stato eletto i lettori vorranno sapere subito la Sua ricetta per riformare il sistema sanitario svizzero.

Se conoscessi la ricetta per riformare in meglio il nostro sistema sanitario sarei già … Premio Nobel! In realtà il nostro sistema sanitario non funziona così male: ogni grande riforma è perciò destinata al fallimento!

  • Vede, alla gente interessano poco le diatribe tra politici, medici e Casse Malati. Quello che vogliono è che si fermi la spirale dell’aumento dei premi, divenuti insopportabili anche per la classe media, pur mantenendo l’alta qualità della medicina in Svizzera.

Beh, guardi, mi costringe ad affermare una verità scomoda, che nessuno vuol sentire: né medici, né pazienti, né politici. Se la gente vuole contenere la crescita dei costi della salute, con relativo risparmio sui premi di cassa malati e sulle imposte, c’è una sola ricetta: spendere meno! Ma ciò significa ricorrere meno alle prestazioni di medici, ospedali, cure a domicilio, fisioterapisti, laboratorio ecc. Oggi sappiamo che l’aumento dei costi della salute è dovuto per il 25% circa all’invecchiamento della popolazione e per il 75% circa all’innovazione. Nuove macchine, nuovi farmaci, nuovi esami (sempre più di prevenzione), nuove tecniche, nuove forme di medicina (incluse quelle complementari): tutto questo genera costi. Ma migliora sempre e davvero la nostra salute? Molti studi sembrano dimostrare il contrario. Però forse fa bene all’anima: la medicina ci regala sicurezza psicologica e confort. Siamo disposti a rinunciarvi?

  • Una domanda a bruciapelo. Quale sarà la sua prima proposta concreta per la sanità in Parlamento?

La prima proposta che ho fatto è un’iniziativa parlamentare per rafforzare il ruolo del medico di famiglia, perno trascurato della nostra sanità.

  • Facendo i debiti scongiuri, se Lei dovesse aver bisogno di andare in ospedale sceglierebbe il pubblico o il privato?

In Ticino non avrei alcuna difficoltà a scegliere entrambi, poiché sia il settore pubblico che il settore privato convenzionato offrono una medicina di ottima qualità.

  • Cosa pensa dell’idea di ampliare le competenze del medico di famiglia che diventerebbe così per il paziente il “gestore” della salute e della malattia ed un filtro che limiti il crescente ricorso allo specialista?

Credo sia il futuro. Se vogliamo controllare i costi mantenendo un’elevata qualità, dobbiamo delegare al medico di famiglia i compito di triage, steward di bordo e guardia sull’uso razionale delle risorse finanziarie. In questo modo possiamo accrescere molto e senza gravi effetti collaterali negativi l’efficienza del sistema. Tutto questo è chiamato “managed care”.

  • Si parla per il futuro di carenza di medici. Ma non si è sempre detto che in Svizzera ci sono troppi medici?

Oggi non c’è carenza di medici in Svizzera, al contrario! Mancano invece medici nelle regioni periferiche e di montagna. Ciò soprattutto perché la nuova generazione di medici non è più disposta ad essere in servizio giorno e notte, tutta la settimana. Tanto più che le esigenze della popolazione in quanto a immediatezza dell’intervento, a reperibilità del medico e a professionalità sono … aumentate, mentre i redditi dei medici di famiglia in quelle regioni sono diminuiti.

  • Ci può rivelare il suo futuro professionale? Nessuno crede che lei farà solo politica.

Effettivamente (ride) … sono candidato al Comitato centrale della Federazione dei medici svizzeri FMH: sarebbe da giugno un attività professionale a tempo parziale. Se sarò eletto tenterò di costruire un miglior rapporto, a livello svizzero, tra medici e politica. Una nuova sfida!

  • Ci parli ora di Cassis “uomo”: nel suo curriculum si legge che ha per hobby la musica e la tecnologia…

Si, da ragazzo volevo diventare ingegnere elettrotecnico e fare il tecnico del suono. Ho suonato per anni la tromba (alla scuola reclute ero trombettiere), poi da studente la chitarra folk (utilissima per le feste!) E m’appassionava la tecnologia attorno alla musica …, computer compresi.

Per concludere 5 domande a bruciapelo:

  1. La miglior medicina per il futuro? L’ottimismo.
  2. Il momento più bello della sua vita? Oggi.
  3. Il mistero più grande? Le donne.
  4. L’emozione più forte? L’amore.
  5. Se tornasse indietro cosa cambierebbe? Nulla, rifarei tutto ! (… o quasi)

Vincenzo Liguori.

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