Gastroscopia Colonscopia robotica

 

COLONSCOPIA ROBOTICA Indolore, Sicura, Sterile, Monouso.

 Dr.med. Andrea Morri Spec. Chirurgia Generale, FMH, Endoscopia digestiva

La colonscopia è un esame che permette di osservare direttamente il tratto digestivo inferiore, e cioè il retto, il sigma, il colon, il cieco e l’ileo terminale, attraverso l’introduzione di uno strumento che si chiama colonscopio.

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Tale metodica viene eseguita introducendo la sonda dall’ano e risalendo con lo strumento lungo il grosso intestino mediante la progressiva insufflazione di aria e complessi movimenti tecnici tesi a superare le numerose “pieghe” che il viscere presenta. L’esame è normalmente ben tollerato, tuttavia, in soggetti con colon particolarmente tortuoso, la presenza di tratti fortemente angolati o fissi, può determinare l’insorgenza di dolore. La sintomatologia dolorosa origina dalla messa in tensione delle strutture viscerali nei “punti di piega del colon”, in quanto lo strumento, a fronte di una flessibilità della sua prima porzione che permette di impegnare gli angoli colici, viene spinto dall’esterno con una naturale tendenza a progredire secondo una linea retta e non seguendo le curve del viscere. Pertanto, l’endoscopio deve il suo avanzamento allo scivolamento sulle pareti coliche che nei “punti di piega” si traduce in un “effetto sponda” con stiramento e distensione del colon e delle strutture che lo sostengono con conseguente generazione del dolore.

La tensione in tali sedi e direttamente proporzionale alla forza impressa sullo strumento dal medico e quindi può raggiungere alte intensità con elevato stress meccanico del viscere e percezione di dolore da parte del paziente.

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In tale situazione è possibile somministrare un farmaco sedativo in associazione con un antidolorifico o, in alternativa, un farmaco anestetico, che consentono l’esecuzione dell’esame con adeguata riduzione o assenza di dolore.

Tuttavia occorre sottolineare che il dolore è un campanello d’allarme importante dello stress meccanico impresso sul viscere e sottovalutarlo o sopprimerlo potrebbe tradursi in una grave complicanza come, ad esempio, perforazione, lacerazione del colon, strappamento dei mesi, lesione splenica, imponenti riflessi vagali ed aritmie cardiache: eventi estremamente rari ma riportati in letteratura.

Da questi presupposti, traendo ispirazione dalla natura (biomimetica), nasce la Colonscopia robotica.

 Definizione

La biomimetica è lo studio consapevole dei processi biologici e biomeccanici della natura come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane. La natura viene vista come modello per la progettazione di oggetti e di manufatti tecnici.

Il colonscopio robotico (Endotics System) mima il movimento di un bruco geometrida per avanzare lungo il colon con una azione di spinta autonoma e quindi senza la necessità di una forza manuale o meccanica dall’esterno.

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Il robot è costituito da un cilindro di silicone estremamente flessibile che grazie ad un meccanismo pneumatico ha la capacità di allungarsi ed accorciarsi.

In testa ed in coda possiede due sistemi di ancoraggio che gli consentono di fissarsi al viscere mediante delicata suzione della mucosa colica. È connesso alla workstation di comando con un tubo sottile attraverso il quale passano i meccanismi di controllo ed il canale operativo per l’inserimento degli strumenti necessari per l’esecuzione di prese bioptiche e polipectomie endoscopiche.

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Preparazione

La preparazione all’esame endoscopico con il  colonscopio robotico è la medesima della colonscopia tradizionale.

 Esecuzione

Il medico connette la sonda colonscopica alla workstation, quindi inserisce manualmente il dispositivo nel retto attraverso l’ano fino al totale impegno del corpo robotico nel colon.

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Da questo momento in poi la sonda è gestita solo tramite l’unità di comando esterna mediante un joystick che consente il completo controllo del robot. Il medico può insufflare aria per distendere le pareti intestinali, orientare la testa in ogni direzione e far avanzare la sonda senza azioni di spinta o rotazione manuale o meccanica dall’esterno. Il robot si fissa in coda mediante un delicato meccanismo di suzione della mucosa colica e si allunga per progredire all’interno del viscere. Raggiunta la massima estensione si fissa in testa, libera la coda e si accorcia per iniziare un nuovo ciclo di progressione al pari del sistema di locomozione di un bruco.

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Quando la sonda raggiunge la valvola ileocecale, il medico la estrae tirandola dall’appendice di collegamento alla workstation. L’analisi della mucosa potrà essere effettuata sia durante l’avanzamento del colonscopio che durante la sua estrazione.

Qualora si debba eseguire una biopsia o una polipectomia, il robot è dotato di apposita funzione che fissa la testa in prossimità della lesione e permette l’introduzione attraverso il canale operativo degli strumenti per il prelievo bioptico.

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Finito l’esame il dispositivo viene eliminato in quanto monouso.

Il vantaggio di una locomozione autonoma indipendente da forze di spinta esterne, che possono raggiungere anche elevata intensità, si traduce in una blanda messa in tensione delle stutture del colon e di una considerevole riduzione dello stress meccanico di parete con netta riduzione del dolore e l’assenza delle già citate complicanze come la perforazione/rottura del viscere o imponenti stimoli vagali.

Il colonscopio robotico procede assecondando le fisiologiche curve del colon con minimo trauma e libero da vincoli che ne condizionano le direttrici di avanzamento.

Una volta superata un “curva critica”, grazie al peculiare meccanismo di avanzamento, cessa anche il minimo stress meccanico esercitato dal corpo robotico durante la progressione in quanto la “coda” del robot attraverso cui è collegato alla workstation è estremamente flessibile e di piccolo calibro e non possiede la necessaria forza per sottoporre a tensione l’angolo colico.

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La coda del robot è estremamente flessibile e di calibro ridotto e non in grado di sottoporre a tensione l’angolo colico

Ne consegue un esame meglio tollerato e più sicuro sia sotto l’aspetto traumatico che di possibili trasmissioni di infezioni legate alla disinfezione dello strumentario endoscopico, poichè, essendo monouso, viene eliminato al termine della procedura.

Anche il recupero dopo l’esame da parte del paziente è molto più rapido, sia per la mancata somministrazione di farmaci sedativi ad alte dosi o di narcosi con un minore o nullo stazionamento nella recovery room, che per il ridotto stress meccanico sul colon che in alcuni soggetti provoca delle algie addominali a lenta risoluzione.

A tali vantaggi si aggiunge la stessa affidabilità diagnostica della colonscopia tradizionale in quanto consente un equivalente visione diretta della mucosa colica e la possibilità di eseguire prelievi bioptici e polipectomie.

Le altre opzioni diagnostiche come la Pillola endoscopica o la colonscopia virtuale non offrono tale possibilità di eseguire prelievi bioptici (es. PillCam) o non hanno la capacità di una visione diretta delle superfici coliche non consentendo l’identificazione di alterazioni mucose o lesioni piatte (es. colonscopia virtuale), per tali motivi spesso vi è la necessità di dover eseguire una colonscopia standard come completamento diagnostico o esecuzione di procedure operative.

Allo stato attuale, i limiti della metodica sono il superamento di tratti stenotici dovuti alla debole spinta di propulsione dello strumento non in grado di forzare aree di calibro ridotto e l’esecuzione di complesse manovre endoscopiche come la dilatazione di stenosi, il posizionamento di stent endoscopici e polipectomie complesse. Tuttavia la ricerca e l’esperienza intorno al colonscopio robotico è in rapida crescita grazie al continuo confronto tra il team di progettazione ed i medici “operatori” dei Centri di riferimento con frequenti miglioramenti del device ed innovazioni tecnologiche che stanno riducendo sempre di più il gap tra colonscopia robotica e tradizionale.

Confronto colonscopia robotica vs colonscopia tradizionale: 

  • Medesime capacità diagnostiche (visione diretta della superficie colica, possibilità di eseguire prelievi bioptici e polipectomie).
  • Maggiore tollerabilità (netta riduzione della sintomatologia dolorosa, sedazione o narcosi non necessaria).
  • Migliore recupero dopo l’esame.
  • Maggior profilo di sicurezza (ridotto stress meccanico viscerale, monouso, assenza di trasmissione infettiva).
  • Attuale minore capacità operativa (superamento di stenosi coliche, dilatazione o posizionamento di stent endoscopici, polipectomie complesse, mucosectomie).

La coda del robot è estremamente flessibile e di calibro ridotto e non in grado di sottoporre a tensione l’angolo colico

Ne consegue un esame meglio tollerato e più sicuro sia sotto l’aspetto traumatico che di possibili trasmissioni di infezioni legate alla disinfezione dello strumentario endoscopico, poichè, essendo monouso, viene eliminato al termine della procedura.

Anche il recupero dopo l’esame da parte del paziente è molto più rapido, sia per la mancata somministrazione di farmaci sedativi ad alte dosi o di narcosi con un minore o nullo stazionamento nella sala riposo, che per il ridotto stress meccanico sul colon che in alcuni soggetti provoca delle algie addominali a lenta risluzione.

A tali vantaggi si aggiunge la stessa affidabilità diagnostica della colonscopia tradizionale in quanto consente un equivalente visione diretta della mucosa colica e la possibilità di eseguire prelievi bioptici e polipectomie.

Le altre opzioni diagnostiche come la Pillola endoscopica o la colonscopia virtuale non offrono tale possibilità di eseguire prelievi bioptici (es. PillCam) o non hanno la capacità di una visione diretta delle superfici coliche non consentendo l’identificazione di alterazioni mucose o lesioni piatte (es. colonscopia virtuale), per tali motivi spesso vi è la necessità di dover eseguire una colonscopia standard come completamento diagnostico o esecuzione di procedure operative.

Allo stato attuale, i limiti della metodica sono il superamento di tratti stenotici dovuti alla debole spinta di propulsione dello strumento non in grado di forzare aree di calibro ridotto e l’esecuzione di complesse manovre endoscopiche come la dilatazione di stenosi, il posizionamento di stent endoscopici e polipectomie complesse. Tuttavia la ricerca e l’esperienza intorno al colonscopio robotico è in rapida crescita grazie al continuo confronto tra il team di progettazione ed i medici “operatori” dei Centri di riferimento con frequenti miglioramenti del device ed innovazioni tecnologiche che stanno riducendo sempre di più il gap tra colonscopia robotica e tradizionale.

Confronto colonscopia robotica vs colonscopia tradizionale: 

  • Medesime capacità diagnostiche (visione diretta della superficie colica, possibilità di eseguire prelievi bioptici e polipectomie).
  • Maggiore tollerabilità (netta riduzione della sintomatologia dolorosa, sedazione o narcosi non necessaria).
  • Migliore recupero dopo l’esame.
  • Maggior profilo di sicurezza (ridotto stress meccanico viscerale, monouso, assenza di trasmissione infettiva).
  • Attuale minore capacità operativa (superamento di stenosi coliche, dilatazione o posizionamento di stent endoscopici, polipectomie complesse, mucosectomie).

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La sala endoscopia con il nuovo robot per colonscopia.

Per questo servizio è stato creato un nuovo spazio in un piano  dedicato; ambienti moderni, ampi ma discreti, massima attenzione all’ igiene ma colori pastello riposanti, strumentazioni modernissime in una sala esami con quel tocco di raffinatezza che distingue le scelte di luganocare.

Ma oltre all’ accoglienza, gastroscopia e colonscopia vengono eseguite utilizzando le tecniche più moderne e meno invasive che l’ attuale tecnologia medica possa offrire.

Per la gastroscopia si è scelto di far ricorso, invece del classico strumento che passa attraverso la bocca, ad una metodologia che utilizza un sondino nasale, cioè un piccolo tubicino che viene inserito delicatamente attraverso il naso.

Vantaggi? Nessun bisogno di anestesia, quindi possibilità di seguire passo passo l’ esame sul monitor, completamente svegli. Terminato l’esame si può tornare subito a casa con le proprie gambe, senza bisogno di essere accompagnati.

Per la colonscopia, oltre al classico esame strumentale, è possibile optare per una tecnica nuova; la colonscopia robotica, che utilizza una specie di piccolo ” bruco robot(nella foto) computerizzato, così chiamato perché si arrampica sulla parete dell’ intestino come un bruco. Il robot viene guidato dall’ esterno ed esplora il tratto digestivo inferiore minimizzando il disagio ed i rischi di perforazione.

In definitiva il vantaggio della colonscopia robotica, attraverso il “bruco robot”  significa meno dolore, meno disagi, maggiore possibilità di visionare anche segmenti del colon e dell’ intestino talvolta difficilmente raggiungibili con il normale colonscopio, pur permettendo, in caso di necessità, di asportare eventuali polipi.

Da subito la colonscopia robotica, per il suo approccio delicato ed indolore, è la preferita da parte dei pazienti. Non è da meno la gastroscopia attraverso sondino nasale che permette di superare l’ istintiva resistenza all’approccio classico attraverso la bocca.

Ancora una volta LuganoCare vuole offrire il meglio della tecnologia diagnostica con la ormai proverbiale accoglienza che ci distingue.

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Per l’endoscopia digestiva Luganocare fa ricorso alle tecniche più moderne tra cui la gastroscopia transnasale e la colonscopia robotica.

Nel nuovo reparto, con ambienti ampi, luminosi, accoglienti, ma discreti, si utilizza l’ ultimo ritrovato tecnologico, il “bruco robot” , un robot così chiamato perché si arrampica sulla parete intestinale come un bruco, minimizzando il dolore, il disagio ed il rischio di perforazione, pur permettendo di eseguire prelievi per esami istologici ed eventuale asportazione di polipi. Il paziente, senza bisogno di sedazione, può così seguire passo passo sul monitor l’andamento della colonscopia ed al termine della seduta può ripartire senza bisogno di essere accompagnato.

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La sala endoscopia

Bruco robotIl “bruco robot” utilizzato per la colonscopia.

 Dicono di noi

Articolo pubblicato sul “Corriere del Ticino” martedì 19 luglio 2016

“Colonscopia d’avanguardia”

Articolo CDT - Colonscopia robotica